Serena Ortolani, l’ex pantera di nuovo in A1: «A Conegliano ci ho lasciato il cuore»

Reduce da promozione e Coppa Italia con il San Giovanni in Marignano, l’opposta non ha mai dimenticato le gialloblù: «Con Moki ci siamo dette che stiamo facendo una buona strada»

Alice Chiarot
Serena Ortolani ai tempi di Conegliano schiaccia davanti al muro di una giovane Paola Egonu
Serena Ortolani ai tempi di Conegliano schiaccia davanti al muro di una giovane Paola Egonu

«I sogni vanno condivisi, solo così si possono rafforzare». Serena Ortolani, opposto dell’Omag-Mt San Giovanni in Marignano, ha vissuto una stagione da incorniciare vincendo Coppa Italia e campionato. Un anno che, in alcuni momenti, ha incrociato la strada della Prosecco Doc, club in cui ha giocato dal 2015 al 2017. Il prossimo anno tornerà a giocare in Serie A.

Quali emozioni ha provato?

«È stata un'annata veramente indescrivibile. Abbiamo perso solo tre partite, è stato un percorso fantastico».

In questa stagione, ha messo in bacheca i titoli di mvp di A2 in Coppa Italia e campionato. Se lo sarebbe mai aspettata?

«No, in Coppa Italia pensavo lo vincesse Anna Piovesan che ha giocato una bellissima partita. Il riconoscimento del campionato è stato per me una doppia sorpresa. Sono contenta, anche perché nella mia carriera non ho mai ricevuto molti premi personali, me li godo tutti».

Cosa la stimola oggi?

«Mi piace riuscire a stupire ancora le persone. La mia motivazione è rendere felici le mie compagne. Mi piace anche continuare ad imparare, ogni anno insegna qualcosa di diverso».

La sua squadra ha subito solo tre sconfitte. Vede similitudini con la Prosecco Doc?

«Sono onorata di essere accostata a loro. Ogni anno mi rendo conto di quanto sia difficile continuare a vincere. Non è scontato, anzi, è complesso trovare continuamente la motivazione quando si iniziano ad ottenere così tanti successi. È tosto anche stare sempre sul pezzo e quindi, secondo me, le gialloblù sono doppiamente brave. In questo, c’è anche lo zampino della società che ogni anno allestisce squadre di livello. Pensando a noi, quando in una squadra si trasmette passione e un percorso comune, viene lo stimolo a dare ancora più».

Quest’anno, durante la Coppa Italia, ha condiviso i festeggiamenti con le pantere. Cosa ha pensato in quei momenti?

«È stata una fortissima emozione ritrovare De Gennaro, Wolosz e le altre ragazze con le quali ho giocato. Forse quel momento per noi è stato di buon auspicio».

Cosa ricorda di quelle due stagioni a Conegliano?

«A Conegliano ci ho lasciato il cuore. Dopo la vittoria del primo scudetto nel 2015-2016 è partita la grande ascesa nel volley della società. Quello in particolare, è stato un anno difficile dove in Coppa Italia siamo uscite ai quarti di finale. La società ci ha incoraggiato ad andare avanti e lì, secondo me, c’è stata la svolta che ci ha fatto prendere ancor più fiducia e che ci ha portato a vincere il primo scudetto. È stato magico».

Cosa ha portato con sé negli anni successivi della sua carriera?

«Ho condiviso il campo con diverse giocatrici americane, con cui facevo fatica a comunicare. Lì mi sono resa conto che, a volte, quando sei in campo, basta anche solo uno sguardo per capirsi. Se l’obiettivo è lo stesso, si riesce a raggiungere».

Lei e Monica De Gennaro state mettendo in fila un record dopo l’altro e, almeno per il momento, nessuna di voi due ha intenzione di appendere le ginocchiere al chiodo. Come si sente a vedervi ancora ai vertici?

«Faccio i miei complimenti a Monica perché non so veramente come faccia a giocare senza fermarsi, sempre tenendo alto il livello. Ormai le viene naturale. Ci siamo sentite l’altro giorno e ci siamo dette che stiamo facendo una buona strada». 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso