Imoco fiaccata dall’influenza, che fatica vincere a Firenze
Successo di Conegliano nonostante le assenze delle influenzate Zhu, Gabi e Lubian. Le toscane mettono in seria difficoltà le pantere che reagiscono e la spuntano nel finale

Domare il Bisonte non è stato facile per una Conegliano menomata dalle assenze. Alla fine arriva un’altra vittoria, la venticinquesima del campionato, quarantaquattresima in totale. La gara era importante molto di più per Firenze, che deve aspettare i risultati di questa sera e l’ultima giornata di sabato per agguantare la salvezza. Per Conegliano l’obiettivo è la gara di mercoledì prossimo, 5 marzo, in Polonia contro Resovia, andata dei quarti di finale di Champions League.
Santarelli, rientrato dall’influenza, deve rinunciare, sempre per malanni invernali, a Gabi, Zhu e Lubian. Lo schieramento ripropone Lanier e Lukasik in banda, con Wolosz in regia, Haak opposto, Chirichella e Fahr al centro. In panchina, a completare il roster ci sono le giovanissime Elena Arici, Giorgia Orso e Sofia Moroni. Come contro Cuneo, ci vuole un po’ alle pantere per prendere le misure alle bisontine. La fatica di Conegliano si traduce nel modestissimo 30% in attacco con cui si chiude il primo set.
Nonostante un maggior numero di errori di Firenze (8 contro 6), la Prosecco Doc Imoco non riesce a macinare gioco con continuità. Il massimo vantaggio arriva sull’11-14, grazie soprattutto ai punti concessi dalle padrone di casa e ad un paio di fiammate di Haak al servizio. Sono Nervini e Davyskiba a creare grattacapi al muro gialloblù, passando spesso in mezzo alla braccia. Nel finale manca il guizzo di altre volte e Firenze prevale sulle ali dell’entusiasmo.
Sale a livello appena sufficiente la qualità nel secondo set. Haak ritrova percentuali degne del suo curriculum, Chirichella è una sentenza con la fast, Fahr altrettanto col primo tempo e col muro, Lanier riesce a liberare il braccio in attacco. I problemi restano concentrati su Lukasik, che fatica tantissimo in ricezione e si prende due murate pesanti in faccia. Cambi in quel ruolo non ce ne sono (salvo un’ipotesi Adigwe o una delle panterine) e Conegliano deve ringraziare le avversarie per alcuni errori che vanificano il recupero da 10-14 a 15-16.
Le pantere iniziano a ritrovarsi dopo il cambio campo. Migliora l’approccio fin dal servizio, fino ad allora poco incisivo. Il numero degli errori crolla drasticamente e la palla gira molto più velocemente. Il Bisonte va in tilt e subisce, quasi senza lottare, una raffica di break point che fanno scappare in avanti Conegliano. E’ Lanier a spiccare su tutte le compagne con 7 punti personali. Firenze prova, senza successo, tanti cambi, ma non riesce a rialzare la testa.
Proprio quando la gara sembra instradata verso un successo pieno, le padrone di casa alzano la voce, spinte anche dai tre errori iniziali di Haak e Chirichella. Sul 4-1 arrivano un paio di muri di Lanier e Fahr, ma la fiducia e la fame di punti di Firenze fanno la differenza. Un muro di Acciarri (su Lukasik, tanto per cambiare) costa il 14-9. L’ingresso di Seki e Adigwe muove un po’ le acque e Conegliano riagguanta la parità a quota 17. Arriva subito un break per le toscane, pareggiato da Haak che d’istinto e di polso fa 21-21.
Un errore di Davyskiba concede il primo vantaggio del set a Conegliano (22-23), Chirichella spreca, Lanier infila l’ennesima diagonale e Haak chiude col muro.
Non era facile tenere la barra dritta con assenze pesanti, che non si possono concedere a nessuna squadra, specie nel campionato italiano. Alla fine le pantere fanno valere la maggiore esperienza e il maggior tasso tecnico. Da marzo comincia il bello, la fase per cui la squadra è al lavoro da agosto. Attenuanti non ce ne saranno più.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso