Elena Cecchettin: «Fa rabbia la narrazione sui femminicidi»
La sorella di Giulia sui social: «Esprimo la mia vicinanza a famiglia e amici di Ilaria e Sara. Giornalisti, imparate a trattare queste notizie: non dobbiamo essere sempre noi a raccontare e analizzare la questione»

«Mi sento di esprimere la più grande vicinanza alle famiglie e amici di Ilaria Sula e Sara Campanella». Così, nelle sue storie Instagram, Elena Cecchettin, commentando gli ultimi due femminicidi.
«Vedo ancora troppo poche narrazioni accettabili riguardo ai femminicidi. Fa arrabbiare che le cose non vengano raccontate come si dovrebbe - afferma la sorella di Giulia, 22enne di Vigonovo brutalmente uccisa dall’ex Filippo Turetta - . Ci sono dei manifesti, delle linee guida per reporter e giornalisti. E vengono seguite poco o mai», ribadisce.
«Allo stesso tempo questi reporter tempestano la mia famiglia di chiamate e messaggi a catena, nemmeno avvisando prima di chiamare. E sinceramente sono stanca. Se volete scrivere un articolo scritto bene, potete farlo. Ci sono i mezzi per capire come scrivere di femminicidi senza mancare di rispetto a nessuno e delineando la gravità sociale di questo fenomeno. Non dobbiamo per forza essere noi, famiglie di vittime precedenti, a raccontare e ad analizzare la questione. Una narrazione adeguata dei femminicidi non può dipendere solo dalle sopravvissute», ripete Cecchettin, chiedendo all'informazione responsabilità.
«Assumetevi la responsabilità di informarvi e imparare il modo migliore per trattare queste notizie delicate - aggiunge - senza dover ricorrere per forza a quello che pensano vittime precedenti. Anche perché siamo umani, e per me rivivere certe situazioni estremamente triggeranti non è sempre facile».
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