Espropri per la ciclabile non pagati da vent’anni, il caso a Vedelago
Sono ben 122 i proprietari che attendono somme complessive per 170 mila euro. Interrogazione della consigliera Pd Morao, il sindaco: «Calcoli complessi»

Da oltre vent’anni attendono di ricevere quanto dovuto per gli espropri necessari alla realizzazione della pista ciclabile lungo le strade provinciali 5 e 19, ovvero via Crispi/via Stazione tra Vedelago e Albaredo, e via Corriva da Albaredo a Cavasagra: sono 122 vedelaghesi che in totale avanzano 170 mila euro. Il caso approderà in consiglio comunale con un’interrogazione presentata dalla consigliera Pd Fiorenza Morao.
Il caso
«L’approvazione del progetto esecutivo è del 29 marzo 2004, mente il collaudo tecnico amministrativo delle piste è del 7 luglio 2021 – spiega la consigliera Morao – solo il 15 novembre 2023 è stato approvato l’impegno di spesa di 170 mila euro per le somme a saldo delle indennità di esproprio, mentre nel frattempo è stato affidato a uno studio professionale l’incarico per la chiusura delle pratiche amministrative con un costo in due tranche per 75 mila e 16 mila euro. Ma a tutt’oggi, anche se con diversi solleciti, i soldi degli indennizzi non sono ancora arrivati agli aventi diritto».
L’interrogazione
Una lungaggine che ormai si è protratta troppo oltre: «Sono passati oltre vent’anni da quando questi cittadini non sono più in possesso dei loro terreni – continua Morao – e tre anni da quando è stato dato l’incarico per la procedura delle pratiche, e oltre un anno (15 mesi) da quando sono state impegnate le somme per il pagamento degli espropri. Nel frattempo sono arrivate solo risposte evasive ai solleciti. Va comunque dato atto a questa amministrazione di aver finalmente messo in moto la macchina burocratica dopo anni di attesa».
La replica del sindaco
Attesa che però, per il sindaco Giuseppe Romano, è destinata finire quanto prima: «Il motivo per cui negli anni passati non erano stati posti a bilancio questi pagamenti era la carenza di fondi. Il 10 febbraio scorso è stato pubblicato il relativo annuncio sul Bur e quindi le cose ora dovrebbero procedere. Purtroppo se era chiaro l’importo totale che doveva essere indennizzato, c’è stato qualche problema nel definirne la suddivisione in base alle reali dimensioni delle aree espropriate che appunto riguardano ben 122 proprietari. Essendo passati diversi anni si tratta anche di definire chi ora ha diritto all’esproprio. Ma contiamo di risolvere a breve anche questo problema».
Il futuro della cava
Nella seduta del prossimo consiglio, convocato per martedì prossimo, la consigliera Morao presenterà anche una mozione avente come oggetto la cava Vittoria: «Anche questa una storia datata visto che va avanti da cinquant’anni – spiega – era infatti il 1975 quando la società che ha dato il nome alla cava aveva presentato domanda di prosecuzione dell’attività estrattiva nel sito che si trova a nord della Postumia Romana con l’impegno del recupero a uso agricolo della stessa una volta conclusi i lavori. La cava risulta esaurita 38 anni fa e trent’anni fa scadeva l’ultima data per la ricomposizione agricola, anche se nel frattempo e anche in anni recenti ci sono stati passaggi di proprietà. Sarebbe ora di dichiararla estinta in modo da procedere con la ricomposizione. Per questo chiedo che il sindaco si faccia tramite nei confronti della Regione cui compete la dichiarazione di estinzione».
E anche su questo il Comune si è già mosso: «Sono stati già fatti tutti i passi per nostra competenza – replica Romano – sappiamo però che c’è qualche problema burocratico che speriamo si risolva a breve».
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