Morto Marco Lovascio, volto noto a Monigo. L’ultimo dono: la maglia firmata da tutti i Leoni
La scoperta della malattia due mesi fa, il decesso a 61 anni a Casa dei Gelsi. Lovascio era appassionato di fotografia, sub, moto e rugby. Era socio del Benetton Supporters Club

Il male, inesorabile e fulminante, lo ha strappato in due mesi all’affetto dei suoi cari e degli amici, ma anche ai colleghi e ai sodali appassionati di rugby. In tanti, non solo in città, piangono Marco Lovascio, scomparso l’altra notte a 61 anni a Casa dei Gelsi.
Era referente del commerciale alla Tivu Plast, dopo aver lavorato per anni alle storiche Grafiche Vianello e ancor prima all’Imoco come agente di commercio. Si era diplomato odontotecnico, senza mai esercitare la professione.
«Persona stupenda, giovanile, generosa, con i valori più profondi che gli facevano godere le piccole cose», lo descrivono gli amici. Fra le sue passioni, la fotografia, dopo un corso con Orio Frassetto che lo ha portato ad immortalare, negli amati viaggi, le Dolomiti, gli spazi illimitati, ma anche le metropoli e gli orizzonti dei suoi viaggi. E poi l’attività subacquea con il SileSub.
E la moto, con la sua Triumph. Ma il coast to coast negli Usa, nel 2011, sulla Route 66, l’aveva visto in sella ad una Harley noleggiata.
Ed infine il rugby, scoperto da adulto. Era socio del Benetton Supporters Club, a Monigo non mancava mai. Aveva seguito i Leoni anche in Irlanda, Francia, Galles, Scozia, Inghilterra. E i giocatori, nei giorni scorsi, gli hanno fatto avere una maglia firmata da tutti. Lascia, la moglie Marta e la figlia Alice, papà Giovanni, mamma Wally, la sorella Silvia, gli altri parenti.
L’addio, venerdì 4 aprile: partenza alle 15 dalla casa funeraria Trevisin di Roncade (vicino la Treviso Mare), il rito alla chiesa di Frescada alle 15,30.
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