Enologo morto alla cantina Ca’ di Rajo per salvare il collega, chiuse le indagini
La tragedia a San Polo di Piave, Marco Bettolini perse la vita nell’autoclave a 46 anni. Sotto inchiesta resta la legale rappresentante Sandra De Giusti. Per la Procura non c’era in dotazione lo strumento per rilevare l’ossigeno
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ll sostituto procuratore Giovanni Valmassoi ha chiuso le indagini sulla tragedia dell’enologo bassanese di 46 anni Marco Bettolini, morto il 14 settembre del 2023 all’interno di un’autoclave della nota Cantina Ca’di Rajo a San Polo di Piave, nel drammatico tentativo di salvare il collega e amico Alberto Pin, 31 anni di Cordignano.
Nei giorni scorsi, l’avviso di conclusione delle indagini è stato recapitato a Sandra De Giusti, legale rappresentante della cantina di San Polo, unica persona finita sotto inchiesta per omicidio colposo. Ora il suo legale, l’avvocato Andrea Franchin, ha 20 giorni di tempo per chiedere alla procura l’interrogatorio di De Giusti o per produrre memorie difensive. Poi il pubblico ministero deciderà se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio di De Giusti o chiedere l’archiviazione dell’inchiesta. Questa possibilità, però, pare al momento remota.
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Il sostituto procuratore Valmassoi ha formalizzato, nel capo d’imputazione, una serie di contestazioni: dalle mancate prescrizioni riguardanti l’informazione sui rischi che i lavoratori correvano entrando nell’autoclave all’assenza di misure organizzative che avrebbero dovuto impedire l’accesso ai dipendenti in quegli ambienti saturi di azoto oltre alla mancata dotazione dello strumento che rileva la quantità di ossigeno nell’ambiente.
Il giorno della tragedia Pin s’era introdotto nella cisterna attraverso una botola per risolvere un problema al misuratore del vino. Nonostante fosse rimasto a lungo esposto alle esalazione dell’azoto, riuscì a salvarsi grazie alla posizione assunta che gli permise di respirare un’aria sì tossica ma non mortale. Fatale, invece, per Bettollini fu il fatto di aver perso i sensi cadendo con la testa in avanti e aver così inalato il liquido residuo che si trovava alla base dell’autoclave.
Nelle indagini è stato fondamentale il filmato del sistema di videosorveglianza della nota azienda vitivinicola. Seppur a una certa distanza, si vede tutta la scena del pre e post tragedia. Si notano Pin e un collega che riscontrano un problema al manometro di un’autoclave. Si vede, poi, il 31enne di Cordignano che entra nell’autoclave attraverso la strettissima botola ad un metro da terra.
Pochi secondi più tardi il video immortala l’agitazione del collega che richiama l’attenzione dell’enologo bassanese che si trovava poco distante. Le telecamere inquadrano successivamente l’enologo affacciarsi all’interno della botola tenuto per i piedi dall’operaio. Ed infine Bettolini, rimasto solo, in attesa dei soccorsi chiamati dall’operaio, togliersi scarpe e calzini ed entrare nella cisterna. L’ultimo drammatico fotogramma.
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