Baby gang a Treviso, in un anno 40 reati: Conte chiama Nordio
Dopo l’sos del ministro, telefonata del sindaco: «La città rimane tranquilla». Più controlli in centro, Daspo urbano, progetti con scuole e servizi sociali

Più 400% di reati legati alle baby gang a Treviso, salendo in un anno da 10 a 40: confronto telefonico mercoledì fra il sindaco Mario Conte e il ministro Carlo Nordio, all’indomani delle dichiarazioni del guardasigilli che aveva indicato la percentuale d’incremento dei reati di vandalismo e delinquenza minorile della sua città, nel contesto di un’audizione al Senato.
Di fatto un nuovo botta e risposta fra il titolare del dicastero della Giustizia e il primo inquilino di Ca’ Sugana in tema di sicurezza, a oltre due mesi dalla «paura nel passeggiare in centro il sabato pomeriggio» esternata dal ministro trevigiano dopo l’omicidio di Francesco Favaretto in via Castelmenardo.
Martedì Nordio aveva riferito di baby gang «nella tranquilla Treviso» alla commissione Segre, mercoledì Conte lo ha chiamato condividendo le riflessioni sul tema.
La strategia di contenimento del problema poggerà su controlli rinforzati (come in queste settimane) e Daspo urbano, più che sulle zone rosse di cui ancora non si vede l’istituzione.
I numeri del problema
La sensazione è che quel «più 400%» riferito da Nordio non gli sia piaciuto. «Più 400% è ridondante e fa clamore, dire che si è passati da 10 a 40 reati è cosa diversa», esordisce il sindaco Conte, «ho chiamato il ministro Nordio e ci siamo chiariti. Non aveva intenzione di attaccare il sindaco, ma voleva aprire una riflessione su scala nazionale, perché il fenomeno baby gang è in tutte le città d’Italia. Ha citato come esempio la tranquilla Treviso, non c’erano velleità polemiche».
Quaranta reati rimangono un numero rilevante. «Ma fra i 40 reati ci sono pure i furti delle cuffiette, scarpe o bici. Temi gravi, ma che non devono allarmare», aggiunge Conte.
I rinforzi
Per fronteggiare le bande dei giovanissimi, il sindaco aveva chiesto, nei mesi scorsi, rinforzi per le forze dell’ordine. E i rinforzi sono arrivati.
Martedì scorso, nel corso di un’operazione antidroga dei carabinieri, sono state segnalate alla prefettura 18 persone (su 75 identificate) per uso personale di sostanze stupefacenti.
Ma cosa può fare ancora Treviso? «Anzitutto il fenomeno baby gang va fronteggiato con determinazione, nella nostra città lo stiamo facendo alla grande», prosegue Conte, «la dimostrazione sono l’operazione anti-droga condotta martedì dei carabinieri e gli altri interventi effettuati dalle forze dell’ordine nei mesi scorsi. Ma stiamo lavorando anche a livello di scuole e servizi sociali».
Puntate precedenti
Ma è necessario fare un passo indietro di oltre due mesi, tornando ai toni durissimi usati da Nordio a fine gennaio sul tema della violenza e disagio minorile: «Sono nato in una Treviso che era sicura, bella e vivibile. Oggi, invece, i cittadini hanno paura di passeggiare in centro il sabato pomeriggio. È una situazione inaccettabile, serve una politica coraggiosa che metta la sicurezza al primo posto».
Polemica inevitabile, sullo sfondo i rapporti Fratelli d’Italia-Lega e i relativi fremiti elettorali.
Martedì la replica, ma stavolta Nordio interviene dal Senato e presenta la sua città con toni diversi: «C’è una crescita esponenziale della delinquenza minorile, questo andrà studiato. A Treviso, città molto tranquilla, sono aumentati del 400% quegli antipatici reati di bullismo, vandalismo, baby gang». Apriti cielo.
Certo, fa riferimento a una «Treviso molto tranquilla», ma la percentuale a tre cifre fa rumore. E l’indomani Conte prende in mano il telefono e si confronta con Nordio.
Fiamme spente sul nascere? «Nordio non voleva attaccarmi, ha citato Treviso per parlare di un problema comune a tutta Italia», la chiosa di Conte.
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